ITALIA TV. Sono 27 le multinazionali che nei prossimi 4 anni investiranno 1,2 MLD in Italia.

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italiatv.it – 27 le multinazionali straniere che dall’inizio del 2011 hanno dichiarato di voler investire o di espandersi in Italia, portando capitali per circa 1,2 miliardi di euro nei prossimi quattro anni. E’ il risultato dell’analisi svolta dall’area research di Banca Monte dei Paschi di Siena, che evidenzia come tra i settori del Bel Paese ”fortemente attrattivi” per gli investimenti esteri diretti ci sia il fotovoltaico, con numerose multinazionali europee ed americane che stanno investendo nel mercato italiano delle energie rinnovabili. Molte le aziende di consulenza legale e finanziaria, con sede soprattutto in UK, che stanno rafforzando la propria presenza nel nostro territorio, mentre operazioni di acquisition caratterizzano il settore delle costruzioni e della grande distribuzione, con l’industria pesante oggetto d’interesse da parte delle grandi multinazionali estere asiatiche. Investimenti previsti anche nel settore dei trasporti, nell’automobilistico, nel chimico farmaceutico ed alberghiero. Per il Bel Paese, il 2011 mostra decisi segnali di miglioramento. L’inizio anno si dimostra quindi incoraggiante per l’Italia anche se, secondo il Doing Business 2011 della Banca Mondiale, ci troviamo all’80° posto nel ranking dei paesi in cui e’ piu’ semplice ”fare impresa”. Rispetto ad una nazione come la Spagna (49° posto), l’Italia e’ meno attraente per un investitore estero soprattutto per quanto riguarda l’enforcement contrattuale, la pressione fiscale e l’eccessiva burocrazia, fattori che potrebbero essere decisivi per mantenere elevata nei prossimi anni la capacita’ di attrazione italiana. http://italiatv.wordpress.com/

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ITALIA TV. Vino. I 10 punti per rilanciare la produzione del Trentino

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italiatv.it – “Una bussola per orientare tutte le politiche di programmazione e sostegno al settore vitivinicolo”. Così il presidente della Provincia autonoma Lorenzo Dellai definisce le proposte di attività per la valorizzazione della vitivinicoltura trentina elaborate dal “comitato dei saggi” che oggi lo hanno illustrato e contenute in un documento illustrato alla Giunta provinciale dall’assessore all’Agricoltura Mellarini. Il documento affronta i “nodi problematici” del settore: dal riassetto del sistema delle cantine cooperative all’individuazione di vini testimonial dell’identità vitienologica trentina, dalla costruzione di un brand Trentino di produzioni “sostenibili” alla costituzione di un nuovo organismo per la promozione e di un Consiglio interprofessionale e di associazioni di prodotto, dalla proiezione dei vini trentini di qualità sul mercato internazionale all’avvio di nuovi percorsi formativi, dalla presenza dei prodotti locali nella ristorazione e nell’alberghiero alla collaborazione tra ricerca trentina (Fondazione E.Mach) e produttori. Queste le azioni fondamentali del documento: 1) Azioni, progetti operativi tesi ad incrementare l’identità “Trentina” della cooperazione vitivinicola: si propone che Cavit “liberi” cinque o sei delle sue Cantine site nelle aree più vocate della provincia per la produzione di vini altamente qualitativi (con utilizzo in particolare di vitigni autoctoni) riducendo così la “massa industriale” e aumentando invece la “massa critica di vini trentini di alta qualità” (in linea con quanto è avvenuto in questi ultimi vent’anni in Alto Adige, con un posizionamento della cooperazione in sinergia ai vignaioli di prestigio). Si determina così una maggiore distinzione tra la produzione enologica industriale trentina (spesso non legata necessariamente al territorio) e le produzioni di qualità fortemente legate al territorio. E’ auspicabile, inoltre, per rendere operativo il progetto, la costituzione di una società ad hoc per la gestione di questo gruppo di cantine con specifiche azioni di marketing, comunicazione e commercializzazione; 2) Costruzione di un brand Trentino di produzioni enologiche “sostenibili” (sia dal punto di vista ambientale che paesaggistico), elemento sul quale oggi la vitivinicoltura trentina può rivendicare storicità e peculiarità come poche altre aree agricole al mondo. Marchio sul quale costruire una importazione azioni di comunicazione per dare ulteriore valore aggiunto ai vini di qualità trentini; 3) Individuare prodotti testimonial dell’identità Trentina in grado di accelerare il percorso di conoscenza delle peculiarità dell’enologia trentina (a questo riguardo va ricordato che le imprese vitivinicole trentine hanno una media di quasi venti etichette per azienda con una evidente ripercussione sulla riconoscibilità dell’identità enologica della provincia); 4) Costituzione di un nuovo Ufficio di coordinamento della promozione dei vini trentini (compresa la grappa) che finalmente riunisca in un’unica entità (con personale prestato, competente nella promozione dei vini, da Trentino Marketing, Camera di Commercio e Consorzio di tutela vini Trentini). Dovrà essere dotato di un responsabile unico che risponde direttamente alla Provincia. Dovrà detenere sia il ruolo della definizione delle strategie e linee guida della promozione che la parte operativa della realizzazione delle attività; 5) Aumento delle attività di internazionalizzazione delle imprese vitivinicole trentine attraverso un coordinamento tra Provincia, Camera di Commercio/Trentino Sprint e Ufficio coordinamento promozione vini trentini, in grado di agevolare anche l’utilizzo delle risorse comunitarie oggi a disposizione per le iniziative internazionali di promozione e commercializzazione (fondi strutturali per la promozione nei Paesi interni e Ocm vino per la promozione nei Paesi terzi); 6) Avvio del processo di costituzione del Consiglio interprofessionale della filiera vitivinicola trentina. Il Trentino diventerebbe così la prima provincia italiana a dotarsi di uno strumento così prezioso che consentirà la definizione di un Osservatorio prezzi permanente (per il controllo del posizionamento dei vini trentini) e un dialogo continuo tra i diversi operatori della filiera al fine di ridurre i fenomeni di concorrenza sleale e la perdita di immagine della vitivinicoltura trentina; 7) Incentivare la costituzione di associazioni di prodotto, in linea con quanto sta facendo l’Istituto del Trentodoc, in grado di aggregare le imprese dietro i prodotti testimonial più importanti del Trentino, in grado così di trasferire i fabbisogni delle imprese e le peculiarità dei diversi prodotti all’organismo di promozione dell’enologia trentina; 8 ) Avvio di percorsi formativi (in collaborazione con Isma e Fondazione Mach) sul versante del marketing e commercializzazione delle imprese vitivinicole per costruire una classe dirigente trentina sempre più competente sulle problematiche del wine business sia sui mercati locali che su quelli internazionali (export manager); 9) Attività di promozione e formazione per aumentare le opportunità commerciali sul mercato locale trentino. Animazione con prodotti locali nella ristorazione e nell’alberghiero trentini; formazione degli operatori turistici in comunicazione e vendita dei vini trentini; formazione di giovani animatori in grado di promuovere con nuove modalità i vini nell’horeca trentina; 10) Maggiore collaborazione tra mondo della ricerca trentina e produttori attraverso la definizione di un protocollo di collaborazione tra Isma (Fem) e le imprese, a partire da quelle cooperative, su temi strategici come l’ ecocompatibilità, le varietà resistenti. (ansa)

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ITALIA TV. Dal MSE 40 Mln per la competitività dei brevetti italiani.

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(Com.St. MSE) – Il Ministero dello Sviluppo Economico ha varato due strumenti di agevolazioni, con la finalità di qualificare la produzione industriale italiana, rafforzandone la capacità innovativa e la competitività sul mercato nazionale e internazionale. Per facilitare le imprese che intendono tutelare i propri prodotti utilizzando brevetti, disegni e modelli industriali. Queste, nello specifico, le due iniziative, che dispongono di un finanziamento complessivo di 40 milioni di euro:

  • Erogazione di premi a favore di imprese per aumentare il numero dei depositi nazionali ed internazionali di brevetti e disegni. L’entità dei premi varia da 1000 a 1.500 euro per ciascun deposito nazionale. Per quanto riguarda l’estero, può arrivare fino a 6.000 euro in relazione al numero e ai Paesi in cui si deposita la richiesta di estensione del proprio titolo di proprietà industriale (particolari bonus sono previsti per determinati Paesi: Stati Uniti d’America e Cina per il design; Cina, India, USA, Brasile e Russia per i brevetti).
  • Erogazione di agevolazioni per portare sul mercato prodotti nuovi basati su brevetti e design. In questo caso, il contributo erogato copre l’80% delle spese ammissibili fino a un tetto massimo di 70.000 euro per i brevetti e  80.000 euro per il design, in entrambi i casi subordinatamente alla realizzazione di un progetto che verrà valutato dagli enti attuatori.

Entrambe le misure saranno attuate con il contributo tecnico di Invitalia e della Fondazione Valore Italia. I finanziamenti, a fondo perduto, saranno erogati secondo la procedura a sportello fino ad esaurimento dei fondi. La previsione è di poter mettere a disposizione complessivamente più di 9.000 premi unitari per il deposito dei titoli di proprietà industriale da parte delle imprese, che potranno inoltre essere accompagnate nella realizzazione dei loro progetti di valorizzazione dei brevetti e dei modelli e disegni industriali. Le aziende beneficiarie saranno micro, piccole e medie imprese, anche di nuova costituzione, necessariamente operanti sul territorio nazionale. I bandi sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 179 del 03/08/2011

 

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ITALIA TV. Internazionalizzazione. 14 aziende italiane di arredamento e design a Seoul

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italiatv.it – In partenza per la Corea del Sud 14 aziende italiane del design e dell’arredamento per partecipare ad un importante iniziativa di internazionalizzazione che si terrà dal 5 al 9 settembre. Per i nostri ambasciatori dello stile 150 incontri B2B con i maggiori distributori di arredamento sudcoreani, grandi studi di architettura, con progettisti individuali, con developer e compagnie di costruzioni. Al termine dei colloqui una tavola rotonda con alcuni esperti locali del settore per chiarire le modalità migliori per la stipula dei contratti tra aziende italiane e operatori sudcoreani. Sarà una grande opportunità per le aziende italiane che prenderanno parte all’iniziativa e che avranno la possibilità di concoscere le opportunità del mercato sudcoreano e la possibilità di presentare i proprio prodotti sempre più apprezzati nei Paesi orientali. http://italiatv.wordpress.com/

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Commercio Estero: Polidori, presenta Stati Generali, grande impegno comune a sostegno made in Italy. Insediati sei gruppi di lavoro tematici, ad ottobre la due giorni finale.

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(Com. St. S.S. On. C. Polidori) Sei gruppi di lavoro tematici, due giornate di lavoro, sette associazioni di categoria coinvolte insieme ai responsabili dei principali istituti di internazionalizzazione, regioni, imprenditori di successo e massimi rappresentanti delle autorità europee e italiane del settore: sono i numeri dei prossimi Stati generali del Commercio con l’estero, presentati in anteprima a Roma dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Catia Polidori, in occasione dell’insediamento dei gruppi di lavoro che nei prossimi due mesi elaboreranno proposte in vista della due giorni finale di ottobre.
“Nel momento in cui i dati confermano che le opportunità e le speranze della ripresa economica risiedono nell’export”, ha affermato Polidori, “vogliamo concentrare gli sforzi di istituzioni e imprenditori attraverso una metodologia di lavoro nuova: ascoltare gli operatori, suddivisi in gruppi di lavoro e competenze settoriali, in una sorta di campus che metterà a frutto le esperienze, le proposte, le idee innovative di ciascuno, in un grande impegno comune a sostegno del made in Italy. Si è trattato di un lavoro di scouting congiunto tra me e il consigliere personale per l’export del Premier, Massimo Calearo Ciman, a testimonianza dell’importanza che ha questo progetto per il governo: abbiamo scelto personalità esperte che si confrontano ogni giorno con le difficoltà e le speranze proprie delle imprese ”.
Più in particolare, i sei gruppi di lavoro si articolano secondo le seguenti competenze settoriali: agroalimentare/artigianato; ambiente/energia/materie prime; arredo/sistema casa; automazione/meccanica/mobilità; abbigliamento/sistema persona; servizi. Ciascun tavolo (composto da associazioni di categoria e funzionari del ministero sviluppo economico, Unioncamere e Assocamerestero) sarà presieduto da un consigliere per l’internazionalizzazione del sottosegretario Polidori, esperto del settore: Gianluca Rana (Pastificio Rana); Luca Poncato (Pegoraro Gas Technologies); Roberto Snaidero (Erresseinvest); Simone Bettini (Rosss spa); Maurizio Marinella (E.Marinella); Rodolfi Ortolani (Unicredit). Saranno poi i componenti dei gruppi stessi nei prossimi due mesi a formulare proposte. Nella due giorni finale di ottobre si ascolteranno i risultati, si farà il punto della situazione, mettendo gli operatori faccia a faccia con chi ‘fa’ le regole (Wto, Ue, Governo) e sarà  infine adottata ogni opportuna decisione. http://italiatv.wordpress.com/

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ITALIA TV. Yamamay. Il bikini della farfalla vola in Borsa

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italiatv.it – Il 2011 può essere consacrato come l’anno delle rivoluzioni per Yamamay, il brand della farfalla: da una parte il cambiamento storico dell’assetto proprietario della società e dall’altro la preparazionee allo sbarco in Borsa. Fuori la famiglia lombarda dei Garda, nella società sin dalla fondazione nel 2001, e dentro una famiglia campana, quella dei Carlino di Carpisa (marchio noto nel settore della pelletteria). Il vento è cambiato a febbraio, quando è stata ufficializzata la complessa operazione finanziaria che ha visto l’ accoppiata napoletana rilevare il 50% di Inticom posseduto dalla famiglia lombarda tramite Pianoforte Holding. La composizione attuale vede ora Pianoforte Holding, proprietaria al 100% di Yamamay e di Carpisa partecipa per il 2,50% da Sergio Ubaldo, socio e amico di vecchia data dei Cimmino, e il restante 97,50% nelle mani in modo paritetico delle due famiglie. Presidente di Pianoforte Holding è Luciano Cimmino, colui che da tempo, anticipando tutti, aveva proposto l’unione dei due marchi in un unico gruppo. Amministratori delegati di Inticom (Yamamay) e Kuvera (Carpisa) sono rispettivamente Gianluigi Cimmino e Maurizio Carlino. Vengono mantenute le due sedi ufficiali, quella di Inticom a Gallarate (Varese) e quella di Kuvera a Nola (Napoli). Insomma, vengono unite le teste, e quelle che sono le idee e i programmi, ma non le strutture delle società operative. “La famiglia Garda poco coinvolta operativamente, aveva manifestato l’intenzione di non proseguire nel percorso di crescita oggi concretizzatosi nel gruppo Pianoforte; per cui, con le risorse finanziarie rese disponibili dal Banco di Napoli e con il supporto della famiglia Carlino, abbiamo sciolto il sodalizio con loro”, racconta a Francesco Pinto, presidente di Inticom e marito di Barbara Cimmino. La forza di questa nuova unione tutta partenopea trova un positivo riscontro nei numeri. Il nuovo gruppo conta circa 1.200 dipendenti a livello internazionale, oltre mille solo in Italia. La rete monomarca Carpisa e Yamamay comprende più di 1.100 negozi lungo lo Stivale e in altri venti mercati esteri. Nel solo 2010 il gruppo Pianoforte ha prodotto ricavi aggregati per oltre 260 milioni di euro, in crescita del 10% sull’esercizio precedente, e generato 231 nuovi posti di lavoro. Nell’ esercizio in corso si stimano ricavi consolidati oltre i 270 milioni di euro, con un Ebitda (margine operativo lordo) superiore al 20%. Positivo anche il bilancio 2010 di Inticom, che si è chiuso con volume d’affari consolidato pari a 136,5 milioni di euro, con un utile netto di 9,7 milioni. Le previsioni per il 2011 parlano ancora di crescita, con un giro d’affari atteso in aumento a 150 milioni di euro. I nuovi piani del gruppo Pianoforte passano per la progettazione e lo sviluppo di unanuova catena di negozi da lanciare nel 2012. “Non posso anticipare i contenuti visto che al momento sono oggetto di studio”, precisa Pinto; che rimarca, tuttavia, come “oggi, grazie alla nascita del gruppo, si può competere nei mercati internazionali con due brand di elevato potenziale, beneficiando di importanti sinergie”. Quello che è certo è che per quanto riguarda la gamma di prodotti il settore make-up rimane uno dei primi pensieri del gruppo. Sono poi attesi e ottimi risultati dalle licenze concesse, De Rigo per l’eyewear e Miriade per borse e calzature. La fame e la voglia di aquisizioni sembra al momento appagata. Il colpaccio risale al dicembre 2008, quando fu preso il controllo di Jaked, il progetto tecnico nato dalla mente di Francesco Fabbrica a Vigevano con l’ambizione di dare del filo da torcere all’australiana Speedo nel settore dei costumi da competizione. Il marchio, fornitore tecnico esclusivo e sponsor della Federazione Italiana Nuoto fino al 2012, anno delle prossime Olimpiadi di Londra, rimane uno dei gioielli del gruppo. “Ad eccezione di piccoli gruppi di negozi, non abbiamo intenzione di fare nuove acquisizioni. Preferiamo crescere per linee interne”, conferma Pinto. Battendo sul tempo i rovali veneti del gruppo Calzedonia, Yamamay studia la quotazione in Borsa. Francesco Pinto, il presidente di Inticom, ha confermato a F che la volontà degli azionisti del gruppo Pianoforte è di avviare a breve un programma per la quotazione che dovrebbe avvenire entro 36 mesi. Che il gruppo faccia sul serio e che l’avventura sui mercati finanziari sia concreta è avvalorato anche dalla scelta di un advisor finanziario di alto profilo che affiancherà il gruppo “in questo percorso non privo di insidie”. Prematuro in questa fase del processo, come suggerisce Pinto, dare delle indicazioni dettagliate su quale sia la Borsa o il segmento individuato per la quotazione. “Il beneficio della quotazione non è riducibile ad un singolo aspetto ma, nel caso di Pianoforte siamo certi che determinerà vantaggi di lungo termine sulla coesione tra gli azionisti e sullo sviluppo internazionale delle attività del gruppo”. Il rafforzamento oltre i confini nazionali è uno degli obiettivi primari e in questo contesto si inserisce la quotazione in Borsa. “Per Yamamay lo sviluppo nel prossimo triennio avrà come principale motore strategico il consolidamento del marchio nel mercato italiano e una forte accelerazione del processo di internazionalizzazione”, racconta Francesco Pinto snocciolando numeri interessanti: “Nel corso del 2011 sono previste almeno 50 nuove aperture, prevalentemente all’estero e in franchising. La rete dei negozi diretti crescerà con maggiore impulso rispetto al passato con circa 20 nuove aperture in Italia e Spagna”. http://italiatv.wordpress.com/

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ITALIA TV. Positivi gli aggiornamenti da Campari

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italiatv.it – Il Consiglio di Amministrazione di Davide Campari-Milano S.p.A. ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2011. Nel primo semestre del 2011 il Gruppo Campari ha conseguito risultati molto positivi, con tutti gli indicatori di performance in sensibile incremento, grazie a una sostenuta crescita organica e a un effetto positivo di perimetro che hanno compensato un effetto leggermente negativo dei cambi. Il Gruppo Campari ha annunciato che il 3 agosto 2011 ha finalizzato l’acquisizione del brand brasiliano Sagatiba, leader di mercato nel mercato in forte espansione della cachaça premium in America Latina. Il Gruppo Campari aveva iniziato la commercializzazione di Sagatiba nel marzo 2010 in America Latina in base a un accordo distributivo. Il Gruppo Campari ha acquisito il 100% del capitale di Sagatiba Brasil S.A. direttamente e indirettamente controllato dall’imprenditore Marcos de Moraes. Il business acquisito include il marchio Sagatiba e i relativi asset, incluso il magazzino dei prodotti finiti. Il prezzo dell’acquisizione è USD 26 milioni (corrispondenti a 18 milioni di euro alla data dell’acquisizione), a cui si aggiunge il pagamento di un earn-out pari al 7,5% del valore delle vendite annue negli 8 anni successivi al closing. Il multiplo implicito basato sul prezzo totale dell’acquisizione pari a USD 36,3 milioni, che include il valore atteso dell’earn-out, è 13 volte l’EBITDA del 2012, il primo anno di pieno consolidamento dei profitti della marca acquisita. Con l’acquisizione di Sagatiba, il Gruppo punta a sviluppare la categoria della cachaça premium in forte crescita in Brasile, sostenuta dal trading up del consumatore locale verso prodotti premium, trainato dalle migliorate condizioni socio-economiche. Il Gruppo aggiunge al proprio portafoglio un business di elevata qualità, con forte potenziale di crescita nell’attraente mercato brasiliano. Inoltre, potenzia l’offerta del Gruppo a livello locale in termini sia di categorie, che includono aperitivi, cachaça, vodka, whisky locali, liquori e brandy locali, sia di fascia di prezzo. Il Gruppo Campari gode di una ben consolidata posizione in Brasile, con una forte leadership nel segmento degli aperitivi con famosi brand internazionali come Campari (di cui il Brasile è uno dei mercati principali), Cynar e Cinzano. Inoltre, il portafoglio locale include e SKYY Vodka, brand in forte crescita, oltre a riconosciuti brand locali come l’aguardiente Dreher e gli admix whisky Old Eight e Drury’s.  Fondata dall’imprenditore Marcos de Moraes nel 2004, Sagatiba offre una gamma di cachaça di alta qualità, che include una versione non invecchiata (Pura), principalmente rivolta ai consumatori più giovani e posizionata per i cocktail, e due prodotti invecchiati (Velha e Preciosa), rivolti a un target più adulto e per un consumo liscio. In termini di consumi, Sagatiba ha realizzato 112.000 casse da nove litri nel 2010 registrando una crescita annua media (CAGR) del +21.6% nel periodo 2005-2010 (fonte: IWSR). Sagatiba realizza circa due terzi delle vendite in Brasile. Bob Kunze-Concewitz, Chief Executive Officer: ‘Beneficiando del rafforzamento delle nostre piattaforme distributive e di significativi investimenti in marketing, siamo lieti di aver registrato un altro trimestre molto positivo, con crescita organica a doppia cifra delle vendite e di tutti gli indicatori di performance operativa. Il buon andamento del business, generato da una crescita equilibrata in termini di geografie, segmenti e marchi, riflette anche un aumentato effetto stagionalità del brand Aperol in relazione alla sua progressiva internazionalizzazione. Con l’acquisizione di Sagatiba, marca leader e in forte crescita nella cachaça premium in Brasile, rafforziamo ulteriormente il nostro portafoglio in questo importante mercato emergente. Nell’ambito della cachaça, la categoria principale del mercato degli spirit in Brasile, puntiamo a crescere nel segmento premium, in forte espansione grazie al trading up del consumatore locale, trainato dal miglioramento delle condizioni socio-economiche. Per il futuro, ci aspettiamo che i nostri principali driver di crescita continuino a portare risultati positivi. Inoltre, continueremo a investire significativamente in marketing e innovazione. Rimaniamo ottimisti sulle prospettive dell’anno in un contesto bilanciato in termini di rischi e opportunità. http://italiatv.wordpress.com/

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